MUSEO DEL MONASTERO S. GIACOMO-PONTIDA
Pontida

  Informazioni generali

Indirizzo
Via Giuramento 55 - Abbazia di Pontida
Tel. 035.795025 - Fax 035.796057

Apertura

a richiesta

Ingresso
gratuito

Visite guidate
a richiesta


CENNI STORICI

Il museo nasce nel 1976 per celebrare il 9° centenario della fondazione del monastero.
Nell’occasione si è deciso di ristrutturare alcuni ambienti, in origine adibiti a mensa e cucina, per destinarli a luogo di raccolta delle principali opere d’arte e cimeli sparsi per il monastero.

CRITERI ESPOSITIVI - ITINERARIO DI VISITA

La visita al museo, che è composto da quattro sale, inizia con una serie di reperti archeologici, collocati prima dell’ingresso, appartenenti all’antico monastero, ritrovati nel 1966 durante i lavori di sistemazione del piazzale antistante l’abbazia, eseguiti per celebrare l’ottavo centenario del famoso “giuramento” e l’elemento centrale di un polittico, di un anonimo quattrocentesco, raffigurante la “Madonna con Bambino”.

Nella prima sala, le opere più significative sono: la pala detta “della Pentecoste” che era collocata nella cappella degli Apostoli ed attribuibile ai Marinoni, famiglia di pittori attivi in bergamasca nel ‘500 ed autori anche degli affreschi della sacrestia, della sala capitolare e del chiostro superiore; il trittico della “Madonna della Misericordia con i Santi Giovanni Battista e Gerolamo” attribuibile ad un pittore lombardo-veneto del tardo quattrocento; il “Martirio di S. Giacomo” proveniente da una chiesa milanese sconsacrata in epoca napoleonica, opera di Giovan Battista Ferrari, donata poi, verso la metà dell’800, al monastero di Pontida; la “Madonna in gloria con Santi” opera di un pittore della scuola dei Bassano, Luca Martinelli; “S. Benedetto” di Carlo Ceresa, dono delle monache benedettine di Bergamo.

Nella seconda sala interessanti alcuni mobili ed arredi, alcuni piccoli dipinti su rame, molto restaurati ed un’opera attribuita al Cappella.
Nella terza sala di particolare interesse la decorazione settecentesca a finta architettura del soffitto, alcune stampe riproducenti i teleri di Palazzo Ducale, acquerellate dall’arch. Carlo Amati che donò al monastero gran parte delle opere e degli arredi presenti nel museo e alcune sedie riccamente ornate sempre facenti parte del patrimonio dell’arch. Amati.
Nella quarta sala, in una piccola cappella, sono collocati vari arredi sacri e, sulle pareti, alcune opere pittoriche di diverse epoche e provenienza.