Il museo inizia l’attività nel 1990, curato e gestito da un gruppo di volontari dell’Associazione Museo Etnografico “Della Torre”.
La raccolta è costituita da numerosi attrezzi ed oggetti, riuniti con lo scopo di non disperdere un patrimonio culturale che ha accompagnato il vivere quotidiano del contadino e dell’artigiano.
Ha sede all’interno della villa Regina Pacis, precedentemente della famiglia Briolini (industriali), ora di proprietà comunale, nei locali utilizzati un tempo per immagazzinare i prodotti consegnati dai mezzadri.
La costruzione presenta, addossata ad una parete, una torre che la tradizione vuole persistente su una di epoca antica; un cornicione affrescato a motivi floreali corre lungo le pareti.
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CRITERI ESPOSITIVI - ITINERARIO DI VISITA
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Nato nel 1992 su iniziativa di cittadini albinesi riuniti in una associazione di volontariato, è situato a Comenduno nell’edificio con la torre, una dipendenza della villa Briolini-Regina Pacis di proprietà del Comune di Albino, un tempo utilizzato per raccogliervi la parte padronale dei generi prodotti dai mezzadri dei Briolini, industriali della seta. Questi i ‘paletti’ che ci siamo dati, un po’ per scelta, un po’ come conseguenza della storia dei nostri primi sedici anni di vita, durante i quali abbiamo accumulato una notevole quantità di materiali. Il territorio che vogliamo documentare è quello della media e bassa Valle Seriana, corrispondente a quello della Comunità Montana Valle Seriana, un territorio che pur mostrando numerose variabili, ovvie in un’area montana, è sufficientemente omogeneo ed ha caratteristiche sue proprie che lo differenziano nettamente sia dall’alta Valle Seriana a nord che dalla Pianura a sud. Il periodo storico considerato è quello della prima metà del Novecento, un’epoca che ha forte continuità con le epoche precedenti ma molto meno col nostro presente, rivoluzionato dal grande sviluppo economico del secondo dopoguerra.
Abbiamo scelto di documentare varie attività del mondo contadino e artigiano, rappresentative a quel tempo di larga parte della popolazione seppure minoritarie come importanza economica rispetto all’industria tessile. I visitatori a cui ci rivolgiamo sono soprattutto i ragazzi delle scuole, che rappresentano la maggioranza dei fruitori dei servizi offerti dal museo.
La sequenza granoturco-frumento
Dato che esiste un forte interesse sul tema dell’alimentazione e che già disponevamo di gran parte delle attrezzature necessarie all’allestimento, abbiamo sistemato il nuovo locale situato al piano terreno del museo con un percorso che documenta compiutamente la sequenza granoturco-frumento, dal campo alla tavola.
Abbiamo disposto i materiali raccolti secondo un itinerario con andamento circolare, con aree espositive ben delimitate e spazio sufficiente per un’agevole circolazione dei visitatori. La parete sud del locale, con attrezzature di minore ingombro, documenta le varie fasi della lavorazione della terra: letamatura, lavorazione del terreno, semina, sarchiatura e rincalzatura dei cereali in crescita, fino ad arrivare allo spazio che illustra la raccolta del granoturco e del frumento, situato nell’area semicircolare della torre. L’allestimento prosegue poi sulla parete nord con il trattamento dei cereali prodotti: essiccazione e sgranatura del granoturco, trebbiatura del frumento, pesatura, fino ad arrivare alla macinazione, con la macina recuperata al mulino Fassi di Albino ed al buratto per la setacciatura del macinato.
I materiali esposti evidenziano anche l’evoluzione intervenuta nel periodo considerato, abbiamo esposto infatti sia attrezzi manuali molto semplici, sia macchine manuali o a trazione animale più complesse, macchine già esistenti ai primi del secolo nelle aziende agricole più importanti e il cui uso si è via via diffuso nella valle, senza però arrivare mai ad un uso generalizzato.
Le esposizioni del primo piano
Gli spazi al primo piano del museo sono stati utilizzati per migliorare le esposizioni già esistenti, un tempo troppo affollate: cucina contadina e stanza da letto, le attività artigianali del calzolaio, tornitore, falegname, spelì, fabbro, oltre allo spazio riservato al caseificio, al taglialegna ed agli orologi da torre. Più avanti anche questi spazi espositivi potranno essere a loro volta rielaborati e migliorati .
La cantina
Abbiamo recuperato anche i due locali della cantina sotterranea della Villa Briolini-Regina Pacis.
Nel primo abbiamo ricreato una cantina contadina tipo, così com’era nella porzione centrale del territorio considerato. Ci sono i vasi vinari e tutte le attrezzature destinate a trasformare l’uva in vino, i ripiani per la maturazione dei latticini e l’angolo per la conservazione delle patate e della della ricciaia per la conservazione delle castagne verdi, l’asta con i ganci appesa al soffitto per la maturazione dei salumi, la moscaröla e le olle per conservare i cibi freschi ed i grassi ricavati dalla macellazione. Entrando in questo locale si ha la sensazione di fare un balzo nel passato, impressione accentuata dall’impianto elettrico realizzato dal Comune con treccia esterna, isolatori ed interruttori in ceramica.
Il secondo locale della cantina è sistemato in modo diverso, oltre ad accoglie attrezzature di cantina fuori contesto rispetto al tema del primo locale, è destinato alla didattica, dove i ragazzi sperimentano la vinificazione.
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