MUSEO ETNOGRAFICO ALTA VALLE SERIANA
Ardesio

  Informazioni generali

Indirizzo
Piazza Monte Grappa n.3 - Ardesio
Tel. 0346.33035 - Fax 0346.34280
E_MAIL: info@comune.ardesio.bg.it
URL: www.comune.ardesio.bg.it/musei/Default.htm

Apertura

Ottobre - Giugno:
sabato 16.00-18.00
domenica e festivi 10.00-12.00 16.00-18.00
Settembre chiuso per restauri

Ingresso
a pagamento. entrata 2 euro ridotto 1 euro gratuito per anziani e portatori di handicap

Visite guidate
con prenotazioni al referente Angelo Pasini tel. 0346.33232

Informazioni visite
apertura su prenotazione
per comitive e scolaresche

Bookshop
pubblicazioni biblioteca comunale vicino al museo


CENNI STORICI

Nella splendida cornice montuosa dell’alta Valle Seriana, quasi alla confluenza con la Valcanale, si adagia lungo il pendio che costeggia il versante idrografico sinistro del Serio, il paese di Ardesio.

Oggi ridente località turistica a circa 600 m. di altitudine, Ardesio ha alle sue spalle una storia che affonda le radici soprattutto nell’attività lavorativa della sua gente e nelle risorse minerarie, prevalentemente di materiali ferrosi, ma anche di argento e di altri metalli, di cui è ricca tutta la zona, risorse conosciute e sfruttate fin dalla preistoria.

L’attività mineraria esercitata pure in età romana nelle varie località della valle è testimoniata, oltreché da reperti, anche da un passo di Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historia”. Nel medio evo, a partire dall’anno 1026, Ardesio entrò a far parte della giurisdizione della “curia” del vescovo di Bergamo, fino a che, passato nel 1427 sotto il dominio della repubblica di Venezia, come tutta la valle, il paese vide incrementata dalla Serenissima l’attività mineraria, che proseguì poi fino alla metà del nostro secolo quando, per cause diverse, le miniere della zona furono chiuse, le gallerie caddero in abbandono e le loro imboccature vennero sommerse dai rovi.

Di questa e delle altre attività che hanno caratterizzato la vita di Ardesio nel corso dei secoli, sono raccolti cimeli e testimonianze nel museo etnografico; il museo, istituito dal Comune di Ardesio nel 1982, consta, allo stato attuale, di cinque sezioni distribuite su due piani e in un edificio attiguo.

CRITERI ESPOSITIVI - ITINERARIO DI VISITA

La prima sala, denominata “saletta della Comunità”, reca al centro un plastico raffigurante la formazione morfologica della Valle Seriana; tutt’intorno, lungo le pareti, una serie di fotografie illustra luoghi e personaggi del passato riguardanti le varie località della zona, mentre in bacheche sono conservati manoscritti e documenti antichi.

Tra i più interessanti vi sono quelli relativi all’apparizione della Beata Vergine, avvenuta nel 1607, a ricordo della quale è sorto il santuario; accanto è conservata una pubblicazione del 1800, fatta da un parroco di Ardesio don Antonio Riccardi, sui più importanti santuari all’epoca esistenti.
Particolarmente notevole è un manoscritto con lo Statuto del Comune risalente al 1507; è conservato pure un documento manoscritto, firmato da Mussolini, relativo all’approvazione nel 1928, durante il Regno d’Italia, dello stemma di Ardesio, cui si ricollega l’origine del nome, “Ardeo et renascor”, con una fenice che rinasce dalle fiamme.

La seconda sezione è dedicata al lavoro delle donne che, nel passato, si occupavano soprattutto della filatura e tessitura di canapa, lino e lana prodotti “in loco”; numerosi gli attrezzi usati per tale attività, dalle “sfrantoie” alle rocche, ai fusi, per giungere ad un telaio d’uso domestico, ricostruito con legno antico, sul modello di un vecchio telaio esistente in Valle di Scalve.
Un settore di questa sala al primo piano conserva manufatti in lana, canapa, lino e seta: capi di abbigliamento femminili (fra cui l’abito nuziale, nero) e maschili (l’abito festivo, tipico dell’emigrante), oltre a scarpe e zoccoli per lo più chiodati. Nella stessa sala sono conservati una bilancia del 1700 utilizzata per pesare il sale da distribuire ai paesi della comunità ed alcuni affreschi dei secoli XV e XVII provenienti da una casa privata di Ardesio.

Al secondo piano si trovano la terza e la quarta sezione, dedicate rispettivamente al lavoro dei minatori ed a quello dei boscaioli: accanto alla ricostruzione di un tronco di galleria, vi sono pezzi originali della miniera, perforatrici ad aria compressa, lampade ad acetilene; in due vetrine sono esposti vari esemplari di minerali, per lo più provenienti dalla zona; sono inoltre presenti vari attrezzi per lavorazioni minerarie (mazze, picconi, martelli) e oggetti ricavati dal lavoro dei magli e delle fucine.

Il tutto accompagnato da didascalie e da un’ampia documentazione ricca di bellissime fotografie d’epoca, carte topografiche, carteggi autentici.

L’attività dei boscaioli è testimoniata da attrezzi, fra cui vari tipi di seghe (il “partidur”, il “rasgot” e altri), una slitta (“trona”) per trascinare a valle fascine, un “uncino” utilizzato per il trasporto dei tronchi lungo il fiume Serio; vi è pure un campionario di essenze legnose.

Al centro della sala è presente un interessante attrezzo: la “machina de porgà la rasa”, una macchina per purificare la resina fluidificata, che veniva filtrata attraverso questo torchio, per la utilizzazione.

La quinta sezione è costituita da una casa rurale di impianto quattrocentesco, situata a fianco della sede museale, in via Tasso 2: inaugurata il 1° maggio 1998, ospita ambientazioni dell’artigianato e dell’agricoltura montana.