MUSEO BREMBANO DI SCIENZE NATURALI
San Pellegrino Terme

  Informazioni generali

Indirizzo
Villa Speranza
Via S. Carlo 32 - San Pellegrino Terme
Tel. 035.22141
E_MAIL: biblioteca@comune.sanpellegrinoterme.bg.it
URL: www.comune.sanpellegrinoterme.bg.it

Apertura
Giovedì 10.00 - 12.00
Ingresso
gratuito

Visite guidate
a richiesta su prenotazione


CENNI STORICI

Fondato nel 1978, raccoglie notevoli reperti fossili della valle Brembana. Antonio Stoppani (Lecco 1824 - Milano 1891) paleontologo e scrittore, rese noti i giacimenti fossili di Lenna e Dossena; nel 1902 le ricerche proseguite dal sacerdote naturalista Enrico Caffi portarono al rinvenimento, a S.Pellegrino (loc. Vettarola o Vicerola) di un piccolo pesce fossile denominato, in suo onore, Parapholidophorus caffii (ora al museo di scienze naturali di Bergamo). La sede museale comprende due sezioni dedicate rispettivamente alla paleontologia ed all’entomologia.

CRITERI ESPOSITIVI - ITINERARIO DI VISITA

Sala 1 - i fossili: i reperti esposti permettono di ricostruire, la storia geologica della valle dalla fine del periodo Permiano alla fine del Triassico (da 235 a 195 milioni di anni fa). Significative le testimonianze del Triassico nelle sue età: scitico (ammonniti e gasteropodi provenienti dalla zona di Cà S.Marco), ladinico (gasteropodi, alcuni lamellibranchi provenienti dai Piani di Scalvino e Val Parina inferiore), carnico (megalodonti, lamellibranchi e notevoli esemplari di nautili dalla zona di Dossena), retico (coralli e madrepore dalla zona di Endenna). Il norico è introdotto da una tavola esplicativa che ricostruisce l’associazione norica dei pesci marini dei giacimenti bergamaschi; i reperti, rari ed a volte unici perché mai trovati in altre zone, provengono dal territorio di Endenna e S.Pellegrino (coralli, ricci di mare, notevole varietà di crostacei e numerose specie di pesci, compresi i pesci volanti e piccoli squaliformi di cui resta solo la dentatura). Ben rappresentati i Pjcnodonti, tra cui il Brembodus ridens, i Sargodon ed altri esemplari di più grosse dimensioni come i Lepidoti. Da segnalare, nella prima vetrina a sinistra, Paralepidotus ornatus (pesce del norico dalla zona di Endenna) e la lunga coda dell’Endennosaurus acutirostris (rettile del norico sempre dalla zona di Endenna).
Sala 2 - le rocce: nella vetrina a sinistra si trovano campioni di rocce della valle che è possibile toccare, esaminare e retrocedere nel tempo grazie ai precisi riferimenti sul periodo, sulle condizioni climatiche, sui principali eventi geomorfologici illustrati nelle tavole sinottiche. Nella vetrina seguente sono esposti scritti ed oggetti appartenuti a Enrico Caffi.
Sala 3 - entomologia e flora alpina: una serie di pannelli didattici offre una chiara ed approfondita conoscenza delle fasce vegetative della valle. Di particolare interesse la presentazione di endemismi orobici (tav. n.6), fra i quali: Linaria tonzigii, Primula albensis, Saxifraga praesolanensis, Gallium montis arerae, Viola comollia. I lepidotteri e le farfalle fanno parte della “collezione Torriani” donata al museo; raccoglie specie di esemplari presenti sul territorio da S.Pellegrino alle vette orobiche. Circa 700 bellissimi esemplari di farfalle diurne (rapolaceri e gripoceri) e notturne (eteroceri) offrono al visitatore una vibrazione inerte di colori. Testimonianze fossili di specie simili alle attuali sono state rinvenute in sedimenti risalenti a 40 milioni di anni fa. Nella vetrina centrale si può ammirare una collezione malacologica con conchiglie fossili del territorio bergamasco (dono Helmut Nister di Innsbruck).Di recente allestimento una sala con diorama raffigurante l’habitat della Conca del Calvi: sullo sfondo il Pizzo del Diavolo e, all’interno, alcuni rari esemplari di fauna tipica del luogo.