Il civico museo navale "Dr. Ing. Ottorino Zibetti" fu istituito nel 1978, come devoto omaggio della sig.ra Giuseppina Bietti alla memoria del coniuge scomparso, modellista navale, collezionista di "cimeli marinari". Successive donazioni hanno arricchito la collezione. Il museo è ospitato nel Centro Civico S.Bernardino, ex complesso monastico restaurato dall'arch. Sandro Angelini nel 1973, anticamente convento dell'Ordine dei Minori, costruito nel 1472.
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CRITERI ESPOSITIVI - ITINERARIO DI VISITA
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Nell’unica sala del museo la collezione, che comprende riproduzioni in scala di
velieri celebri, cimeli storici, conchiglie rare e una biblioteca del mare, è presentata
per tematiche. Nelle vetrine espositive, i vari pezzi sono collocati secondo
una catalogazione in base all’uso, alla provenienza e alla tecnica di costruzione.
Tra i “cimeli” di particolare rilievo si segnalano:
- l’elica del siluro M.A.S. X15 con il quale il comandante Luigi Rizzo affondò,
il 10 giugno 1918, la corazzata austriaca “Santo Stefano”.
- un lembo della “tenda rossa” e alcuni frammenti della navicella del dirigibile
“Italia” del generale Umberto Nobile (avuti in dono dal radiotelegrafista
del rompighiaccio russo “Krassin”).
- il comando macchina della corvetta “Baionetta” che il 9 settembre 1943
portò in esilio il re Vittorio Emanuele II.
- un prezioso cimelio del sommergibile “Scirè”.
- un vecchissimo sestante inglese, un raro “ferro” da gondola, una ruota di timone
del XVI secolo ed uno scafandro in rame e bronzo datato 1890.
Successive donazioni, relative alla modellistica navale, hanno incrementato il
patrimonio del museo con riproduzioni fedeli, tra le quali un modello della nave
scuola “Amerigo Vespucci”, un modello di “sciabecco alla polacca”, una
“lucia” barca tipica del Lario, un modello di fregata spagnola e modelli di sommergibili
e rimorchiatori della marina tedesca e olandese.
Sono anche esposte due anfore vinarie romane del I° secolo d.C. provenienti
da Aquileia, dono del Duca d’Aosta, comandante della III Armata, al tenente
generale medico Giuseppe Zibetti, padre dell’ing. Ottorino a cui è intitolato il
museo.
L’interessante collezione di coralli, spugne, gorgonie, conchiglie, animali marini
e fossili costituisce un’utile sezione didattica.
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