La raccolta nasce per iniziativa del parroco don Luiselli che, durante gli anni
della sua permanenza in parrocchia, raccoglie dalle chiese di Zanica ma anche dai solai della chiesa e della
casa parrocchiale, oggetti, arredi e dipinti che sarebbero altrimenti andati
dispersi o, data la loro originaria dislocazione appartata, sarebbero potuti essere
facile preda di furti. Dove necessario, provvede anche al restauro del materiale
raccolto che viene collocato nelle due sacrestie della chiesa, e, in massima
parte, in alcuni spazi appositamente ricavati, attigui alle sacrestie stesse.
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CRITERI ESPOSITIVI - ITINERARIO DI VISITA
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Nella prima sacrestia, realizzata nel 1890 in occasione dell’ampliamento della chiesa
con l’aggiunta delle due navate laterali, sono da segnalare:
- “S.Antonio” di Camillo Procaccini
- “S.Ignazio di Loyola” del pittore seicentesco bergamasco Enea Salmeggia la cui
firma è stata ritrovata durante l’intervento di restauro
- una bella opera, di autore anonimo, dall’originale iconografia che presenta “I
Santi Martino, Nicola di Bari, Elena, Stefano e Alessandro”
- una serie di affreschi provenienti dalla chiesa preesistente, abbattuta nel 1720-1730, che raffigurano
“S.Giovanni”, “S.Pietro”, “I simboli dei Quattro Evangelisti”
- una serie di monocromi provenienti dal demolito catafalco, che veniva usato per
le funzioni funebri, opera probabile di Enrico Scuri, successore del Diotti alla direzione
della scuola dell’Accademia Carrara.
La seconda sacrestia è dominata dall’imponente armadio, opera dei Caniana, che
ricopre tutte le quattro pareti; anche in questo caso, grazie all’opera di restauro, sono
stati riportati alla luce gli intarsi che erano stati completamente ridipinti. In alto,
sono presenti i ritratti di alcuni sacerdoti che hanno retto la parrocchia di Zanica.
Si entra quindi negli spazi dedicati al museo; nella prima stanza si segnalano:
- “L’Annunciazione” della bottega dei Marinoni, pittori quattrocenteschi originari
della valle Seriana
- “S.Defendente”, “S.Nicola da Bari”, “S.Ambrogio”, “S.Bartolomeo”,
“S.Cristoforo” tutti affreschi quattrocenteschi
- un bel polittico, sempre dei Marinoni, conservato in un sontuoso supporto settecentesco,
composto da cinque pannelli: il centrale raffigura “La Madonna col
Bambino” mentre nei laterali sono rappresentati “S.Giovanni Battista”,
“S.Stefano”, “S.Nicola di Bari”, “S.Giuseppe”
- “L’Adorazione dei pastori” opera piacevole di dubbia attribuzione
- “La cena di Emmaus” del Cifrondi
- due banchi cinquecenteschi con lo stemma della famiglia donatrice
- candelabri, lampade ed oggetti devozionali usati dalle confraternite del luogo durante
le processioni
- in una piccola vetrina sono conservati due antichi messali, un “paradisino” ed un
tabernacolo settecentesco.
Nella seconda sala, più piccola della precedente, si notano:
- alcuni affreschi staccati raffiguranti vari santi
- una raffigurazione di “S.Nicola da Bari” ricamata su stoffa (quasi un
piccolo prezioso arazzo).
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