MUSEO DEL MULINO
Castione della Presolana

  Informazioni generali

Indirizzo
Via S. Antonio 1 - Castione della Presolana
Tel. 0346.60505

Apertura

Tutti i giorni
Chiuso il Martedì

Ingresso
gratuito


CENNI STORICI

L’antico mulino, che sorge lungo il torrente che scende dalla Valle dei Mulini (così chiamata per le numerose installazioni presenti in passato che sfruttavano la corrente del corso d’acqua su cui si affacciavano), è un edificio di origine cinquecentesca, nato come segheria e poi trasformato in mulino.

Attivo sino agli anni ’60 del secolo scorso, era stato poi abbandonato, ed è stato fortunatamente recuperato dall’attuale proprietario, appassionato raccoglitore di oggetti e attrezzi legati sia alla attività del mulino, sia alla attività agricola montana, che ne ha curato, e tuttora segue, la sua manutenzione.

CRITERI ESPOSITIVI - ITINERARIO DI VISITA

Sede oggi di un ristorante, i cui gestori sono sempre molto disponibili per la visita, il museo occupa i due piani sottostanti il livello stradale.

Nel piano inferiore trovano posto gli ingranaggi (quelli sottoposti a maggiore usura hanno i denti di legno in modo da poterli cambiare velocemente), perfettamente conservati, che, collegati alla grande ruota esterna, provvedevano al funzionamento di tutti i macchinari collegati.

Fra i vari oggetti ed attrezzi è anche presente una macchina utilizzata dai macellai per la triturazione della carne e la produzione di insaccati, una mola funzionante tramite una serie di ingranaggi conici e una macchina per pelletteria, alcuni basti e finimenti per cavalli.

Al piano superiore sono invece collocate le due macine, direttamente collegate agli alberi di trasmissione sottostanti, che servivano per macinare l’una il frumento, l’altra il granoturco.

Sono anche esposti numerosi oggetti di uso comune che venivano utilizzati nelle varie attività quotidiane: una ottocentesca macchina da cucire, alcuni contenitori per il trasporto del latte, una sgranatrice di pannocchie, una cardatrice, uno scaldaletto (la”mònega” in dialetto bergamasco), un paio di vecchi sci di legno.

Anche lungo le pareti della sala ristorante fanno bella mostra di sè, interessanti oggetti del passato, oggi non più utilizzati, che richiamano e ricordano la semplice e faticosa vita della gente di montagna.