L’antico mulino, che sorge lungo il torrente che scende dalla Valle dei
Mulini (così chiamata per le numerose installazioni presenti in passato che
sfruttavano la corrente del corso d’acqua su cui si affacciavano), è un edificio
di origine cinquecentesca, nato come segheria e poi trasformato in mulino.
Attivo sino agli anni ’60 del secolo scorso, era stato poi abbandonato, ed
è stato fortunatamente recuperato dall’attuale proprietario, appassionato
raccoglitore di oggetti e attrezzi legati sia alla attività del mulino, sia alla attività
agricola montana, che ne ha curato, e tuttora segue, la sua manutenzione.
|
CRITERI ESPOSITIVI - ITINERARIO DI VISITA
|
Sede oggi di un ristorante, i cui gestori sono sempre molto disponibili per
la visita, il museo occupa i due piani sottostanti il livello stradale.
Nel piano inferiore trovano posto gli ingranaggi (quelli sottoposti a maggiore
usura hanno i denti di legno in modo da poterli cambiare velocemente),
perfettamente conservati, che, collegati alla grande ruota esterna,
provvedevano al funzionamento di tutti i macchinari collegati.
Fra i vari oggetti ed attrezzi è anche presente una macchina utilizzata dai
macellai per la triturazione della carne e la produzione di insaccati, una
mola funzionante tramite una serie di ingranaggi conici e una macchina
per pelletteria, alcuni basti e finimenti per cavalli.
Al piano superiore sono invece collocate le due macine, direttamente collegate
agli alberi di trasmissione sottostanti, che servivano per macinare
l’una il frumento, l’altra il granoturco.
Sono anche esposti numerosi oggetti di uso comune che venivano utilizzati
nelle varie attività quotidiane: una ottocentesca macchina da cucire, alcuni
contenitori per il trasporto del latte, una sgranatrice di pannocchie, una
cardatrice, uno scaldaletto (la”mònega” in dialetto bergamasco), un paio di
vecchi sci di legno.
Anche lungo le pareti della sala ristorante fanno bella mostra di sè, interessanti
oggetti del passato, oggi non più utilizzati, che richiamano e ricordano
la semplice e faticosa vita della gente di montagna.
|