È grazie all’interesse di Don Bernardino Gavazzeni, insegnante di scienze
presso il collegio “Celana” alla fine dell’Ottocento, che si costituisce una importante
raccolta di materiali e reperti naturalistici conservati ed esposti in
un’ala dell’Istituto ed utilizzati quale supporto didattico per gli allievi.
La collezione è andata arricchendosi progressivamente fino ai primi decenni
del secolo scorso.In questi ultimi anni, la direzione del Collegio ha ritenuto
opportuno provvedere alla risistemazione e ricatalogazione complessiva
dei reperti con una ambientazione originale per una esposizione .
La sua caratteristica principale, oltre all’importanza scientifica, è quella di
aver voluto mantenere, nella esposizione dei reperti, un’impronta tipicamente
ottocentesca dando così al museo anche una grande importanza storica.
Visitando questo museo sembra di tornare indietro nel tempo e di ritrovarsi
a cavallo tra il XIX e il XX secolo; sono stati mantenuti e restaurati i mobili,
le vetrine, le teche originali e le indicazioni presenti sui vari supporti sono
ancora scritte rigorosamente a mano con la relativa denominazione sia
scientifica che “in volgare”.
La visita inizia con un grande esemplare di Orso bruno, abbattuto nella zona
di Primaluna (nel Lecchese) nel 1886, uno degli ultimi orsi cacciati sull’arco
orobico.
Nella sala successiva, in una grande vetrina, sono esposte delle riproduzioni
di funghi realizzate in legno, carta, cera e pelle tra la fine dell’Ottocento e l’inizio
del Novecento, mentre in un armadio sono conservati quattro volumi
di un prezioso erbario che, data l’estrema delicatezza dei materiali, sono consultabili
solo per studio.
Si passa poi nella sala dedicata ai fossili, ai minerali e alle rocce provenienti
dal territorio circostante Celana e, più in generale, dall’area prealpina
orobica.
Nel salone principale, suddiviso in tre navate, sono collocati gli esemplari di
fauna sia vertebrata che invertebrata provenienti da ogni parte del mondo,
tra i quali sono da segnalare:
- due teche in forma di voliera con una serie di uccelli esotici coloratissimi
- mammiferi esotici quali l’armadillo, l’ornitorinco, il formichiere (con tutta
probabilita` i primi esemplari esposti in terra bergamasca)
- la vetrina dei rapaci con una bella aquila reale (donata al museo nel 1901),
un avvoltoio degli agnelli (specie ormai scomparsa dalle nostre zone), un grifone
e un gufo reale
- una lontra (specie ora estinta in Lombardia) donata nel 1898 dall’alunno
Angelo Renzanico (così cita la dicitura sulla base)
- dall’Africa: uno struzzo, un coccodrillo, un cudu` maggiore ed una zebra di
Grevy (una specie tipica dell’altopiano etiopico)
- una tigre, un cervo wapiti con un bellissimo palco di corna
- una vetrina espone diversi scheletri di pesci, anfibi, rettili e piccoli mammiferi
- un canguro proveniente dalla “Nuova Olanda” (così si chiamava allora
l’Australia), una foca, una tartaruga marina
- una teca con circa 150 specie di conchiglie.
Passando poi in una piccola saletta adibita a segreteria è presente una piccola
ma moderna stazione meteorologica.
La visita prosegue nel corridoio dell’entrata principale del Collegio dove, alle
pareti, sono disposte numerose vetrine contenenti strumenti scientifici, essenzialmente
didattici, che costituivano la dotazione dell’allora “Gabinetto di
fisica”.
Sono anche presenti strumenti per la misurazione del territorio, altri per le
esercitazioni di ottica e di elettromagnetismo ed altri ancora per le prove di
meccanica e di acustica.
Nel grande salone che guarda verso la biblioteca, è presente una grande
Globo Celeste, realizzato da Giacomo Cantelli da Vignola (cartografo degli
Estensi) nel 1694; recentemente restaurato, raffigura, con disegni e colori
brillanti, le costellazioni fino allora conosciute.
Questo globo è l’unico esemplare noto e conservato fino ai nostri giorni tra
quelli costruiti da questo famoso cartografo.
Collegata al museo è presente anche una interessante biblioteca, oggi non
ancora fruibile in quanto necessita di interventi di sistemazione e catalogazione
del materiale librario.
Sono presenti un incunabolo, diverse cinquecentine e seicentine, trattati religiosi
e scientifici, alcuni dei quali con straordinarie illustrazioni a colori.
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