Situato sulle pendici del Monte Bue, il parco copre l’area che, fino al 1965, era
destinata ad attività estrattiva ed era conosciuta con il nome di “Cava Ratta”.
Quando, nel febbraio del 1965, una grossa frana provocò notevoli danni ai
macchinari e alle attrezzature della cava, l’attività mineraria cessò e, per alcuni
anni il sito rimase abbandonato.
Singolarmente la frana ebbe un effetto positivo dal punto di vista culturale, in
quanto pose in luce l’importantissimo sottostante strato paleontologico.
Conosciuto da tempo come possibile luogo di rinvenimento di fossili, cominciò
ad attirare numerosi “appassionati” paleontologi e geologi dilettanti che,
quasi sicuramente, asportarono reperti di grandissimo interesse (creando, di
conseguenza, enormi danni), finché, nel 1970, don Antonio Canova cominciò
una raccolta sistematica del materiale fossile esistente che diede straordinari
risultati.
Da qui iniziò lo studio e la valorizzazione del sito, si diede inizio a campagne di
scavo scientificamente condotte che permisero di riportare alla luce eccezionali
reperti fossili, che fanno del Parco di Cene uno dei più interessanti siti paleontologici
a livello internazionale. È del 1973, la scoperta dello scheletro,
perfettamente conservato, del più antico rettile volante del mondo:
l’Eudimorphodon ranzii. Questi reperti sono oggi conservati presso il Museo
di Scienze Naturali “E.Caffi” di Bergamo che ne ha seguito, sin dall’inizio, le
ricerche e le campagne di scavo.
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CRITERI ESPOSITIVI - ITINERARIO DI VISITA
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All’ingresso del Parco è situato il Centro Accoglienza Visitatori, un ampio spazio
dove sono collocati dei pannelli didattici, dotato di attrezzature atte ad accogliere
i gruppi che visitano il luogo (essenzialmente scolaresche) e sono messi
a disposizione, per la consultazione, volumi e materiali che servono, soprattutto,
per sviluppare l’attività didattica.
Dei primi pannelli, alcuni illustrano la situazione geologica della Valle Seriana
in generale mentre altri descrivono la particolare situazione geologica della
zona della “Cava Ratta”, dove appunto si trova il Parco.
Sono poi seguiti da altri che spiegano quali sono le dinamiche che portano al
fenomeno della fossilizzazione che ha permesso di fare arrivare fino a noi esseri,
sia animali che vegetali, vissuti milioni di anni fa.
Seguono i pannelli che documentano i fossili più importanti ritrovati nel Parco;
per ogni esemplare, oltre alla rappresentazione fotografica, sono forniti, in
sintesi, tutti i dati scientifici corredati anche da annotazioni curiose.
Infine gli ultimi sono dedicati al Parco, con indicate le cause che hanno portato
alla sua formazione e le iniziative attivate per lo studio e la valorizzazione del
sito.
Usciti all’aperto, salendo lungo un ampio sentiero, attrezzato anche per la sosta,
si arriva ad avere una visione completa del fronte franoso che ha dato origine
a quello che è il primo Parco Paleontologico esistente in Lombardia.
Le attività didattiche svolte nel parco si differenziano in: visite guidate, lezioni
teoriche, laboratorio, attività all’aperto.Recentemente all'aperto, presso il Centro Visitatori, è stata allestita una nuova area attrezzata ad attività didattiche. Presso questa postazione le scolaresche, ma non solo, potranno sperimentare in modo diretto il tipo di lavoro che impegna i paleontologi durante il delicato lavoro che porta al recupero dei reperti fossili.
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