MUSEO D'ARTE SACRA "SAN MARTINO"
Alzano Lombardo

  Informazioni generali
Indirizzo
Piazza Italia 8 - Alzano Lombardo
Tel. 035.516579 - Fax 035.516579
E_MAIL: info@museosanmartino.org
URL: http://www.museosanmartino.org
Il Museo fa parte della Rete Diocesana dei Musei Ecclesiastici

Apertura
Domenica 15.00 - 18.00

La visita guidata inizia ore 16.00.
Solo per gruppi aperto tutti gli altri giorni, mattino, pomeriggio e sera, su prenotazione.
Chiuso Lunedì

Ingresso
a pagamento
5.00 euro a persona (compresa visita guidata)
4.00 euro per gruppi con propria guida
4.00 euro per ingresso scuole (compresa nostra guida)
Ingresso gratuito solo per i residenti di Alzano Lombardo

Visite guidate
Le 14 sale del Museo possono essere visitate senza guida mentre per le 3 sacrestie e Basilica è opportuno la visita guidata.
Per prenotazione telefonare 035.516579

Bookshop
Le sale sono dotate di tavole sinottiche esplicative degli oggetti esposti.
Nel bookshop posso essere acquistati i libri al complesso museale che illustrano la Basilica, le tre Sagrestie e il Museo.


CENNI STORICI

Il Museo d’Arte Sacra Martino è stato realizzato nel 1995 dalla volontà congiunta del parroco don Alberto Facchinetti e di alcuni collaboratori (tra cui il sig. Valerio Mazzoleni) animati dal desiderio di rendere noto ad un vasto pubblico di amanti dell’arte, della storia e non ultimo della fede, il capolavoro di devozione ed arte voluto dall’antica comunità alzanese, rappresentato non solo dalle Sagrestie e dalla Basilica, ma anche da un complesso di arredi preziosi, testimonianza della devozione de numerosi benefattori alzanesi.
Dopo il restauro delle Sagrestie (dal febbraio 1992 all’ottobre 1994), sono stati allestiti gli ambienti del museo nell’antico edificio detto “Il Palazzo”, residenza dei conti Pelliccioli, restaurato e sistemato per fini espositivi dagli architetti Carlo e Riccardo Panigada.
Con l’estinzione della famiglia Angaran, ed in seguito acquistato dai conti Gritti-Morlacchi. Da questi fu ceduto alla parrocchia nel 1854 che, a sua volta, lo vendette al comune di Alzano Lombardo nel 1872 (già residente dal 1866). L’edificio fu recuperato da Mons. Cesare Patelli nel 1953, al prezzo di £ 4.000, con l’intenzione di allestirvi u museo d’arte sacra. Dopo più di quarant’anni il desiderio del Patelli e dei suoi successori si è concretizzato con l’inaugurazione del museo avvenuto il giorno 7 novembre 1994, alla presenza del Vescovo di Bergamo Mons. Roberto Amadei, a locali non ancora arredati, e benedetto dal Vescovo di Crema, Mons. Angelo Paravisi, il giorno 8 novembre del 1995, con pubblica cerimonia.

ITINERARIO DI VISITA

Il percorso del Museo San Martino è organizzato su tre piani espositivi, allestiti secondo un preciso criterio didattico, che offrono al visitatore la possibilità di fruire di pregiati oggetti d'arte pittorica, scultorea ed orafa e, nello stesso tempo, di conoscere con maggiore profondità gli arredi, gli strumenti ed i riti della fede cattolica, ripercorrendo l'iter della nascita e dello sviluppo della Basilica, dalle origini fino ad oggi. Parte integrante di tale percorso sono le tre Sagrestie, cui si accede direttamente dal museo, ed i corridoi, i vestiboli, dove sono esposte opere, tavole etimologiche e schede, per una comprensione più approfondita delle vicende e degli artisti che hanno lavorato in questo luogo. Il museo con le sue quattordici sale si propone come una struttura viva, tesa all'approfondimento continuo della propria raccolta; a tal fine sono state organizzate al piano terreno alcune sale per l'attività didattica, per riunioni e conferenze d'argomento sacro ed artistico, come il salone Mons. Angelo Paravisi e la sala didattica, dedicata a Mons. Cesare Patelli, che coinvolgono attivamente la comunità locale e quanti vogliono partecipare o dare il proprio contributo. Il piano terreno ospita poi la direzione, la biglietteria ed il book-shop. Nella ricostruzione del percorso espositivo che segue, abbiamo inevitabilmente selezionato le opere maggiori e più interessanti, cercando di stimolare la curiosità e l'interesse dei visitatori di questo sito, che aspettiamo numerosi e desiderosi di arricchire in loco il percorso, accompagnati dai nostri operatori e da gentili e qualificati volontari.

Salendo una scala in pietra grigia, sulla cui parete portante è esposta la tela di Giovanni Raggi con l'episodio La benedizione di Balaam (dipinta per la Cappella del Rosario nel 1767 e poi sostituita dalle tele ottocentesche), si giunge al primo piano. Complessivamente il piano nobile del palazzo è articolato in tre bracci disposti intorno alla scala centrale. Quest'articolazione ci aiuterà nella ricostruzione spaziale del percorso. Il primo braccio è costituito dalle sale I - II –III , aperte una nell'altra in sequenza e collocate davanti alla scala, formando un cannocchiale visivo per chi sale dallo scalone. Dall'elenco delle opere presenti citiamo soltanto i nomi degli artisti più noti: Antonio Marinoni, Gian Paolo Cavagna e Carlo Ceresa. Dalla sala II si accede poi al vano laterale (IV sala) dove è esposto il San Cristoforo di Jacopo Robusti (Tintoretto). Un secondo ramo del piano nobile ospita le successive tre sale (V- VI - VII), cui si accede percorrendo il corridoio a destra della scala. Queste ospitano il ricco patrimonio dell'arredo liturgico, rappresentato da calici, ostensori e croci. Il terzo braccio del museo è costituito da altri tre ambienti, disposti lungo il corridoio collocato dietro la scala centrale (VIII - IX/X) che ospitano i paramenti sacri e la pala di San Pietro Martire di Palma il Vecchio. Sulla scala che ricongiunge il piano con l’ingresso, in fondo al corridoio, si può ammirare la tela di Enrico Albricci con Giaele uccide Sisara , dipinta per la Cappella del Rosario nel 1767.

Il piano secondo occupa il mezzanino del "Palazzo" ed è costituito da quattro sale: la sala XI, che ospita il Calvario di Simoni, proveniente dal monastero delle suore claustrali della Visitazione, che gentilmente ne hanno concesso la custodia alla Parrocchia; le sale XII e XIV dedicate alle famiglie dei Fantoni e dei Caniana; la sala XIII , un vano aperto, che ospita una postazione informatica da cui si può accedere al sito del museo. Sono le ultime sale restaurate ed allestite per essere dedicate esclusivamente alle due famiglie di scultori ed ebanisti-architetti che hanno dato lustro al cantiere di Alzano Lombardo: i Fantoni ed i Caniana. Questi sono ricordati con opere rappresentative della loro intera attività, cominciando dalle copie dei medaglioni del pulpito[1], opera di Andrea Fantoni, per arrivare ai progetti di Giovan Battista Caniana per la seconda Sagrestia. Particolarmente suggestivo è poi il Calvario della sala XI, opera singolare del Settecento, un vero e proprio “Monte sacro”, realizzato seguendo la vena popolare delle sacre rappresentazioni, tipiche delle regioni settentrionali d’Italia.